Sai davvero come funziona il tuo Diaframma?

Sappiamo che il muscolo Diaframma è il grande condottiero della nostra respirazione. Vedremo ora che in realtà è il principe dell’inspiro, ma perché?

– Già, perché solo dell’inspiro?

Come sempre per capire, poi visualizzare ed infine percepire, ci affidiamo all’anatomia. Abbiamo visto nel post precedente (“Cosa succede dentro quando respiri?”) che il Diaframma è una cupola muscolare che durante l’inspiro scende per allungare verso il basso i polmoni adesi sopra di lui. Come il tampone di una siringa con l’ago verso l’alto scende per riempire d’aria la siringa.

Respirare a lungo, lentamente, concentrati su questa informazione è una pratica completa, pregna di insegnamenti e doni salutari. Ci hai provato?

  • – Si, sembrava facile ma non è per niente scontato arrivare a percepire il Diaframma. Quando ci si riesce però cambia tutto! Nel quotidiano poi è facile riprendere a respirare bene appena ci accorgiamo di essere in apnea.

Bene! Ora dobbiamo fare un passettino oltre, dobbiamo capire perché è un muscolo inspiratore.

C’è però prima da fare una premessa necessaria: i muscoli possono solo accorciarsi. Ti faccio un esempio: se voglio avvicinare la mano alla spalla, il muscolo bicipite accorciandosi farà flettere il gomito tirandosi dietro l’avambraccio. Se voglio distendere il gomito non sarà lo stesso bicipite a spingere via l’avambraccio, ma un altro muscolo, il tricipite, accorciandosi anch’esso, tirerà l’Ulna passando da dietro il gomito estendendolo e intanto trazionerà le inserzioni del bicipite riallungando le sue fibre muscolari. Il bicipite contraendosi farà lo stesso con le fibre del tricipite, perché formano una coppia chiamata agonista/antagonista.

  • – Cioè passano il tempo a litigare!

Si esatto, intanto controllano l’esatto angolo dell’articolazione e la tengono protetta.

Ok, torniamo ora al Diaframma. Anatomicamente le sue inserzioni, cioè dove si attacca al bordo inferiore delle coste e alle vertebre, sono in basso e la cupola formata dalle sue fibre muscolari si sviluppa verso l’alto, come un cestino ribaltato. La porzione centrale della cupola chiamata Centro Frenico, che corrisponde al fondo del cestino è tendinea, cioè costituita dall’intreccio dei tendini di tutti i piccoli fasci muscolari che formano le pareti laterali del Diaframma, le pareti del cestino ribaltato. Praticamente questi muscoli si attaccano da una parte, salgono all’apice della cupola incrociandosi con gli altri e ridiscendono dalla parte opposta attaccandosi alle coste o alle vertebre. 

Ora, se le porzioni laterali di una cupola si accorciano, la cupola, diventerà più alta o più bassa? 

– Certamente più bassa.

Quindi, posto che gli ancoraggi diaframmatici sono in basso, la fase attiva contrattile dei suoi muscoli porterà il suo centro con forza verso il basso. 

Quindi in inspiro o in espiro?

  • – Oh mamma, quante domande… se va giù starà inspirando…

Giusto, hai capito perché è un muscolo inspiratore!

In inspiro il diaframma scenderà grazie ai suoi muscoli che si accorciano attivamente.

Quindi ora che a fine inspiro i suoi muscoli sono accorciati e l’apice della cupola è in basso, possono le sue fibre muscolari spingere di nuovo su il Centro Frenico per comprimere i polmoni ed espirare?

– No, perchè i muscoli non si riallungano autonomamente.

Esatto! Quindi per espirare dovremo permettere al diaframma di risalire… rilassandosi!

Mi rendo conto che sia contro-intuitivo pensare che il diaframma in espiro risalga rilassandosi. Se pensiamo alla siringa di prima in effetti quando volevamo svuotarla dovevamo spingere in su il tampone… come fa il diaframma a risalire spingendo fuori l’aria senza compiere nessuna azione attiva, anzi rilassandosi?

– Appunto, spiegami, chi fa da “antagonista” al muscolo Diaframma compiendo l’azione opposta, quindi espirando, riallungando intanto le sue fibre muscolari?

Durante la respirazione rilassata è la capacità elastica di tutto il sistema profondo fasciale e viscerale toracico e degli stessi polmoni che, una volta trazionati verso il basso durante l’inspiro dall’azione attiva e faticosa del diaframma, in espiro ritornano elasticamente alla loro lunghezza iniziale, ritirando sù il diaframma, e svuotando quindi i polmoni.

– E quando vogliamo soffiare?

Non basterà l’elasticità dei tessuti ma dovremo creare una pressione polmonare maggiore. Dovremo contrarre i muscoli Intercostali Interni ed i muscoli Addominali che tireranno giù forzatamente le coste. Inoltre la contrazione dei muscoli dell’addome comprimerà i visceri addominali, che cercando spazio verso l’alto spingeranno velocemente in su il Diaframma rilassato.

  • – Quindi il Diaframma non spinge fuori l’aria?

No! Il Diaframma la tira dentro scendendo, poi deve essere bravo a rilassarsi allungando le sue fibre muscolari per poter tornare in alto preparandosi all’inspiro successivo.

  • E se non sale più e rimane contratto?

Allora iniziano i problemi.

Quando il diaframma rimane contratto e non riesce più a rilassarsi, possono comparire vari disturbi: tensioni muscolari, dolori lombari, difficoltà digestive o persino ansia. Per questo, in osteopatia, si lavora molto sul respiro e sul riequilibrio del diaframma.

Però ne parliamo nel prossimo post “Quando il Diaframma non si rilassa”.

Per ora dedicati a praticare l’espiro lungo e rilassato, sempre alla ricerca della percezione del diaframma, magari aiutando la sua risalita comprimendo delicatamente l’addome con le mani.

Se vuoi, ci troviamo tutti i lunedì sera alle 20,00 online. 

Una mezz’ora di esercizi di respirazione consapevole per riappropriarci della nostra responsabilità terapeutica e imparare tanti esercizi respiratori semplici ma potenti per ritrovare energia, calma e benessere da praticare poi in autonomia.

Se hai bisogno posso anche aiutarti nel mio Studio Osteopatico Dharma a Milano a migliorare la tua mobilità diaframmatica e a recuperare una respirazione profonda, fluida e naturale.

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